La pirateria negli eventi sportivi

da | Ott 2, 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

Secondo i dati di uno studio Ipsos realizzato per la FAPAV (Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali) sarebbero quasi 5 milioni gli italiani che nel corso del 2018 ad aver visto illegalmente contenuti sportivi live (ad esempio le partite di calcio), in streaming sui propri device (computer, tablet, smartphone, smart TV) o presso amici e familiari. Solo un anno prima, sarebbero stati circa 3,7 milioni gli italiani ad aver usufruito di servizi pirata. [1]

Il fenomeno delle IPTV

Uno dei metodi principali utilizzato per visualizzare eventi sportivi piratati – principalmente partite di calcio, corse di Formula Uno e Moto GP – è l’utilizzo di un IPTV (Internet Protocol Television). L’internet Protocol Television è un sistema di trasmissione di segnali televisivi su reti informatiche e differisce dalla Web TV, in quanto quest’ultima si basa sulla trasmissione in streaming del segnale. Per usufruire degli eventi sportivi piratati, spesso, gli utenti acquistano “abbonamenti” al servizio illegale a prezzi molto bassi, che consentono loro di accedere a una vasta scelta di contenuti disponibili sui canali a pagamento. Nel febbraio del 2020 sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria, dal Nucleo Speciale Beni e Servizi della Guardia di Finanza, 223 persone responsabili di aver acquistato abbonamenti pirata a IPTV. Le sanzioni possono arrivare fino a 8 anni di reclusione e al pagamento di una multa di 25.000 euro, oltre le spese legali[2].

I link illegali – metodi di condivisione

Oltre a questi abbonamenti, disponibili per l’acquisto nei principali marketplace online, un’altra forma di pirateria molto diffusa si basa sulla condivisione di link pirata a cui accedere gratuitamente allo streaming illegale.

I principali metodi di condivisione dei link sono costituiti da 3 canali principali:

  • Siti web in cui sono raccolti e catalogati i diversi link. La proliferazione di questi siti è solitamente contrastata dalle autorità, che sovente riescono a ottenere l’oscuramento del sito all’interno del territorio italiano. Tuttavia, per gli utenti esperti, non è difficile aggirare questa misura, utilizzando delle VPN per cambiare la localizzazione del proprio IP. Così facendo i contenuti risultano di nuovo fruibili anche all’interno del territorio in cui il sito è “oscurato”. Oltre a questo, la proliferazione dei siti pirata avviene ad un ritmo notevole, spesso cambiando il Top Level Domain, o aggiungendo un carattere al nome a dominio di secondo livello. Occorre dunque uno sforzo continuo per monitorare e bloccare ogni nuovo tentativo da parte dei pirati di pubblicizzare i propri “prodotti”.

  • App di messaggistica. Telegram sta diventando (come per l’editoria) il nuovo canale preferito dai pirati. I gruppi che propongono in continuazione link degli eventi sportivi più recenti stanno proliferando grazie al passaparola e a consigli presenti su website specifici.

  • Social Media. Per esempio, all’interno di specifici gruppi di Facebook vengono condivisi i link pirata o vengono avviate “dirette” e “video party” accessibili esclusivamente ai membri del gruppo.

 

Le motivazioni economiche alla base della pirateria

Le motivazioni economiche alla base delle attività dei pirati sono principalmente legate agli introiti derivanti dalle pubblicità che affiancano la riproduzione dell’evento sportivo.

Gli utenti che visionano i link, infatti, sono continuamente “bersagliati” da banner pubblicitari e cliccando all’interno della finestra per modificare le impostazioni del volume o mettere in pausa l’evento rischiano di cliccare inavvertitamente su link nascosti.

Questi link possono nascondere nel migliore dei casi delle pubblicità, tuttavia data la natura illegale dell’ambiente in cui si muovono gli utenti, non è raro incorrere in siti truffa o malware.

Come intervenire

Come indicato nei precedenti articoli della serie (editoriamusica), le strategie per contrastare il fenomeno sono le seguenti.

  • Rivolgersi alle autorità (principalmente Polizia Postale o Guardia di Finanza) o sperare in azioni proattive da parte di queste ultime;

 

  • Richiedere supporto a una società in grado di individuare efficacemente i contenuti illeciti, monitorare la comparsa di eventuali nuovi contenuti illegali e di rimuovere gli stessi attraverso segnalazioni agli internet service provider.

Per avere maggiori informazioni sulle procedure sopraindicate, è possibile inviarci un messaggio attraverso il nostro form dei contatti o scriverci una mail a protection@argobs.com.

[1] https://fapav.it/pirateria-audiovisiva-in-italia-presentata-la-nuova-ricerca-fapav-ipsos/

[2] https://www.corrierecomunicazioni.it/media/abbonamento-pirata-con-iptv-per-la-prima-volta-denunciate-223-persone/