Come la contraffazione online colpisce i brand dell’industria

da | Ott 29, 2020

 

 

 

 

 

 

 

 

La contraffazione online è un problema molto insidioso che può danneggiare seriamente la reputazione e il fatturato di un’azienda.

Spesso si associa la contraffazione ai settori della moda, del design e dello sport ma la diffusione e la vendita online di prodotti contraffatti rappresenta un serio problema anche per i brand dell’industria.

Ma quali sono i danni che la contraffazione online può creare a un’azienda manifatturiera?

E soprattutto, come capire se il proprio brand è colpito da questo fenomeno?

 I DANNI DELLA CONTRAFFAZIONE ONLINE

Secondo uno studio condotto dall’EUIPO e dall’OCSE, nel 2019, la contraffazione avrebbe riguardato il 3,3% delle transazioni commerciali mondiali. Inoltre, circa il 6,8% delle importazioni dell’UE, pari a 121 miliardi di euro all’anno, avrebbero riguardato prodotti contraffatti. I danni provocati dalla contraffazione industriale sono soprattutto: 

  • CALO DEL FATTURATO

 Se i prodotti di un’azienda vengono copiati dai contraffattori e venduti su internet, le sue quote di fatturato saranno inevitabilmente erose. In particolare, diversi contraffattori, oltre a violare marchi, brevetti e modelli di design, pubblicizzano le proprie inserzioni online utilizzato il nome commerciale dell’azienda target. In questo modo, attirano quote di traffico e di clientela verso le proprie inserzioni, creando un danno non indifferente all’azienda i cui diritti di proprietà intellettuale vengono violati.

 In particolare, sulle piattaforme di commercio elettronico B2B (Business To Business), i contraffattori che violando i diritti IP delle aziende industriali riescono a concludere “deal” considerevoli, vendendo in una singola transazione centinaia o migliaia di prodotti.

  • SPRECO DI RISORSE AZIENDALI E CALO DEL ROI DEGLI INVESTIMENTI IP E MARKETING

Le aziende investono ingenti risorse per registrare tutte le privative industriali (marchi, brevetti, modelli di design) e proteggere i loro prodotti di punta. Inoltre, altre risorse vengono investite per il marketing e per rendere noti questi prodotti sul mercato.

Ecco, il contraffattore sfrutta questi investimenti per entrare sul mercato e approfittare della visibilità e della conoscenza di un marchio già noto e prestigioso. Per farla breve, l’azienda investe e il contraffattore incassa una buona parte del ritorno su questi investimenti.

 

  • DANNI ALLA REPUTAZIONE

In molti casi l’acquirente di prodotti contraffatti non è consapevole della natura illecita del bene. Questo perché la contraffazione non si ferma al mero prodotto, ma coinvolge anche il packaging, i certificati di garanzia e tutti quegli elementi che solitamente gli acquirenti considerano per valutare l’originalità di un prodotto. Se, tuttavia, l’aspetto esterno può trarre in inganno, i malfunzionamenti o problemi che possono sorgere in seguito verranno facilmente imputati al titolare del marchio contraffatto. I danni alla reputazione del brand, in questo caso, saranno ingenti.

  • GARANZIA ATTIVATA DAI COMPRATORI DI PRODOTTI CONTRAFFATTI

Strettamente collegato al danno reputazionale, c’è la possibilità per il brand di ricevere richieste di attivazione di garanzie di prodotti contraffatti acquistati inconsapevolmente dei consumatori. L’impossibilità di attivare la garanzia e ottenere la sostituzione del bene potrà diminuire la fiducia dei consumatori nei confronti del brand.

  • GESTIONE PROBLEMATICA DEI CANALI DI DISTRIBUZIONE

Se un’azienda industriale non intraprendesse azioni efficaci di contrasto contro la contraffazione online, oltre a perdere la fiducia dei suoi clienti, potrebbe ricevere rimostranze e reclami da parte di rivenditori e distributori, che vedrebbero minacciati i propri mercati target dall’invasione di prodotti contraffatti.

COME CAPIRE SE IL TUO BRAND È MINACCIATO DALLA CONTRAFFAZIONE ONLINE

I canali utilizzati dai contraffattori sono molteplici ed è necessario un controllo capillare delle diverse fonti per individuare gli illeciti. Di seguito alcuni suggerimenti e pratiche per verificare la presenza di prodotti contraffatti in rete. 

  • FIERA

Se vengono individuati prodotti contraffatti in occasione di eventi fieristici è molto probabile che questi articoli siano venduti dai medesimi soggetti e da loro rivenditori attraverso i canali online. 

  • VENDITA DI PRODOTTI CONTRAFFATTI SU MARKETPLACE

I marketplace (piattaforme di intermediazione nella compravendita di beni o servizi) rappresentano uno dei più importanti canali di distribuzione di merce contraffatta. Solitamente, i consumatori occidentali tendono a pensare all’universo dei marketplace come limitato alle sole Amazon ed eBay.

Tuttavia, esistono sul mercato numerose piattaforme dedicate al mondo B2B in cui aziende produttrici di tutto il mondo offrono in vendita i propri prodotti. Diventa quindi essenziale per un’azienda verificare se su questi canali siano presenti o meno delle minacce. Un controllo rapido si può fare sui principali marketplace B2B, il primo tra tutti Alibaba, raggiungibile all’indirizzo https://www.alibaba.com/.

  • VENDITA DI PRODOTTI CONTRAFFATTI SU SITI WEB E USO ILLECITO DEL MARCHIO NEL NOME A DOMINIO

 Un altro canale utilizzato dai contraffattori è quello dei siti web. In questo caso le società produttrici di macchinari o parti di ricambio contraffatte creano sul proprio sito web un catalogo dedicato ai potenziali acquirenti. 

Nei casi più gravi i contraffattori utilizzano anche il marchio all’interno del nome a dominio (il nome del “sito”) per creare nell’acquirente la sensazione comprare il prodotto da un rivenditore autorizzato o dal brand stesso. 

  • VENDITA DI PRODOTTI CONTRAFFATTI SU SOCIAL NETWORK

Negli ultimi anni, a fianco dei marketplace, i social network si sono imposti come uno dei canali preferenziali utilizzati dai venditori di prodotti contraffatti. Infatti, sfruttando la rapidità di trasmissione dei contenuti e una “riservatezza” garantita dalle chat private e dalle poche informazioni richieste all’iscrizione, un soggetto in mala fede può facilmente pubblicizzare i propri prodotti e poi concludere la transazione al di fuori del social network. Può succedere, infatti, che i contraffattori si approprino di foto del brand e impersonino l’azienda nei social network allo scopo di rivendere i prodotti illeciti.

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